Il rating nella vita di tutti i giorni

Il rating nella vita di tutti i giorni

Quando si parla di rating, generalmente si associa al mondo bancario o istituzionale, senza mai spiegare che il rating è utile anche nella nostra vita di tutti i giorni.
Basti pensare a quante volte, in cerca di lavoro, alla prima proposta di colloquio si voglia ottenere informazioni sull’azienda per valutarne la solidità ed evitare la disoccupazione dopo pochi mesi dall’assunzione.
Alle volte in cui di fronte a nuovo cliente, apparentemente ideale, ci si domandi se pagherà in tempo, o meno, la fattura.
O alle situazioni in cui arriva una nuova commessa e nel giro di poche ore si deve decidere se accettare l’incarico.
Anche in quest’ultimo caso, poter valutare velocemente la situazione finanziaria attuale e storica di un cliente può supportare la decisione commerciale di esporsi, o meno ad un rischio di credito.

 
 

In sostanza, il rating aiuta nella decisione di affidarsi, o meno, ad un soggetto che potrebbe versare in una situazione finanziaria poco agevole, fornendo informazioni chiare, di sintesi e di veloce fruizione.
L’indice di rating aziendale rappresenta una valutazione sintetica dell’affidabilità di un’impresa e integra informazioni di varie fonti riguardanti molteplici aspetti: dalla solvibilità alla patrimonializzazione, dalla struttura gestionale alle previsioni di mercato.
Questo tipo di rating, che utilizza algoritmi su base statistica, è ancora poco conosciuto tra le PMI italiane e tra i liberi professionisti, sebbene sia uno strumento valido e utile per:

  • segmentare il portafoglio clienti, monitorare l’esposizione verso di essi e minimizzare gli insoluti da clienti;

  • verificare l’equilibrio tra capitale proprio e di terzi;

  • migliorare la pianificazione strategica, finanziaria e gestionale;

  • presentarsi ai terzi finanziatori in modo trasparente e credibile.

  • Il modello di rating aziendale si sta lentamente diffondendo in Italia, anche se non con una certa uniformità, tanto che il rating aziendale è uno strumento sottoutilizzato rispetto ai potenziali vantaggi che può offrire.

Infatti a colpo d’occhio fornisce una panoramica su:

  • indici di solvibilità per valutare la capacità dell’azienda di ripagare i propri debiti;

  • indici di redditività per analizzare la capacità dell’impresa di auto-finanziare l’attività aziendale con le risorse disponibili;

  • indici di liquidità per identificare la capacità di generare flusso di cassa;

  • l’esposizione consigliata per comprendere quanto credito concedere al cliente.

Se il modello rating bancario è entrato nel vocabolario dei piccoli e medi imprenditori per comprendere le modalità operative di accesso al credito bancario, dall’altro quello aziendale dovrebbe entrare nella terminologia comune delle PMI poiché permette di ottenere una prima valutazione di affidabilità di un cliente potenziale o esistente per evitare insolvenze di medio e lungo termine.