Cosa accomuna il Fintech, il Rating aziendale e la disintermediazione bancaria?

Cosa accomuna il Fintech, il Rating aziendale e la disintermediazione bancaria?

L’hanno definito lo “tsunami” silente, due anni fa era solo all’orizzonte bancario europeo; e seppur allo stadio embrionale, era già in crescente ascesa.
Stiamo parlando del fenomeno della disintermediazione bancaria: uno dei tanti effetti scatenati dall’accesso sempre più massivo alle informazioni tramite internet e dallo sviluppo del Fintech.
La rete ha prodotto cambiamenti significativi in tutti i settori compreso quello bancario/ finanziario: ha permesso di trasferire il vantaggio derivante dalla velocità con cui è possibile accedere alle informazioni di valore, dalle mani di pochi grandi attori a milioni di soggetti privati connessi ad internet.
Oggi qualsiasi persona può reperire dati di tipo economico-finanziario relativi alle aziende senza doversi affidare necessariamente ai canali istituzionali.
Il vantaggio competitivo, derivante dalla velocità di accesso alle informazioni, ha permesso ad una moltitudine di soggetti di ideare e costruire nuovi marketplace tecnologici: ovvero nuovi luoghi di incontro per chi è in cerca di crediti e chi può concederli.

 

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E’ così che ha preso avvio il un nuovo settore: il Fintech, che ha saputo digitalizzare l’erogazione di servizi finanziari con logiche di efficienza e trasparenza.
Grazie al Fintech, il grado di accessibilità a transazioni finanziarie, originariamente gestite da operatori bancari, è cresciuto notevolmente in mercati dove c’era una totale assenza degli istituti creditizi.
Il Fintech deve la sua rapida evoluzione alla capacità di alcuni soggetti di saper combinare la velocità nel reperire l’informazione con l’abilità di saperla rielaborare rendendola comprensibile anche a chi non è un esperto di settore. I soggetti in grado di svolgere tale funzione  sono proprio le agenzie di rating.
Il rating infatti, permette di avere un giudizio immediato e sintetico riguardo l’affidabilità degli attori coinvolti nelle transazioni finanziarie.
Maggiori sono in qualità e chiarezza delle informazioni all’interno del mercato, maggiore è la propensione del mercato a crescere.

I soggetti coinvolti non avranno paura di prendere decisioni poiché in possesso di informazioni necessarie allo scopo.

Un esempio di segmento di mercato in forte crescita per effetto della semplificazione e della disintermediazione è quello dell’invoice trading.
Le aziende sono in grado di ottenere liquidità all’interno di piattaforme peer-to-peer a fronte di crediti da riscuotere e di giudizi di affidabilità emessi sugli stessi.

Questi nuovi marketplace rendono ormai vintage il canale bancario tradizionale permettendo l’incontro delle aziende in cerca di crediti commerciali da smobilizzare, con l’interesse di investitori intenti a finanziarle, con tassi d’interesse differenziati in funzione del rischio calcolato sulla base delle classi di rating.
Il rating assume quindi una valenza non indifferente poiché rappresenta lo strumento che accompagna, l’azienda nella decisione strategica di anticipare certe fatture piuttosto che altre, e l’investitore nella scelta di finanziare e a quale tasso