Come si legge e si interpreta un rating?

Come si legge e si interpreta un rating?

Quando si cercano informazioni sulle aziende, si è abituati a leggere un bilancio, una visura o una relazione sugli eventi negativi, ma difficilmente si ha chiaro come leggere ed interpretare un rating.
Capire a quali elementi prestare più attenzione, e a quali meno, genera spesso forti dubbi.
Vuoi perché i rating realizzati internamente alle banche seguono una scala di lettura differente da quelli invece prodotti dalle agenzie di rating specializzate; vuoi perché spesso le classi di rating sono differenti anche tra le stesse di agenzie, ciò che risulta evidente è la poca conoscenza dei significati nascosti dietro alle classi di rating, che qui vogliamo chiarire.
Come espresso nell’articolo precedente, il rating rappresenta un giudizio sintetico per comprendere quanto un’azienda sia capace di ripagare i propri debiti; perché tale valutazione sia davvero di facile interpretazione, di sicuro la chiave vincente non sarà filosofeggiare, né le formule da laboratorio, troppo complicate per chi non “mastica” i fondamenti dell’economia aziendale o della ragioneria.

In breve, il metodo più semplice ed intuitivo di rappresentare un rating è quello fondato sull’abbinamento tra scala di valori, dalla tripla A (AAA) alla D, e gradazione di colore che esprime in sé il grado di benessere o di incapacità di ripagare i propri debiti.
In realtà, il valore di rating associato ad un’azienda rappresenta una media tra i valori attribuiti ai rating di solvibilità, liquidità e redditività (vedi facsimile).
 

Il rating di solvibilità permette di comprendere se l’azienda sia in grado di ripagare i propri debiti.

Il rating di liquidità ha lo scopo di verificare se l’azienda sia in grado di generare flussi di cassa per fronteggiare gli impegni sorti con la gestione.

Il rating di redditività consente di verificare se la gestione aziendale sia in grado di remunerare il capitale investito per la costituzione e il mantenimento dell’azienda stessa.

Entriamo nel dettaglio:

SANA

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L'impresa presenta un buon equilibrio patrimoniale, economico e finanziario. L'azienda è da ritenersi affidabile.


EQUILIBRIO

L'impresa presenta un equilibrio patrimoniale, economico e finanziario adeguato considerando il settore in cui opera.


VULNERABILE

L'impresa manifesta segnali di vulnerabilità; presenta degli squilibri nella sua struttura patrimoniale, finanziaria ed economica.


RISCHIOSO

L'impresa mostra segnali di elevata vulnerabilità. Situazioni patologiche in termini di solvibilità, liquidità e redditività potrebbero essere già presenti oppure manifestarsi in futuro.


DEFAULT

L'impresa presenta eventi negativi oppure manifesta situazioni patologiche gravi ed è incapace di ripagare i propri debiti.


Questa classificazione del rating a lungo termine è quella più conosciuta, in quanto rivisitazione della scala utilizzata da due delle maggiori agenzie di rating (Standard&Poor’s e Fitch) la quale, però, associa al valore alfabetico anche i segni positivo (+) e negativo (-) per enfatizzare il grado di miglioramento o di peggioramento dell’equilibrio patrimoniale, economico e finanziario.

Oltre alla scala di rating, costituiscono degli elementi chiave anche le voci relative alla probabilità di default e all’esposizione consigliata.

La prima descrive in termini statistici della possibilità di fallimento dell’azienda; mentre la seconda indica la stima di credito massimo annuo ripagabile da un’azienda.

Interpretare correttamente un rating, tuttavia, non vuol dire fotografare un’azienda solo in un momento specifico ma verificarne l’andamento storico anche in relazione alle fluttuazioni del  settore di appartenenza.

Il rating viene calcolato valutando la performance dell’azienda rispetto a quelle delle aziende appartenenti allo stesso settore.

È utile vedere la distribuzione del rating nel settore di appartenenza e come questo sia cambiato nel tempo.
Per esempio, confrontare l’andamento aziendale degli ultimi 3 anni con quello settoriale permette di capire più a fondo come un’impresa abbia reagito alle crisi del settore o come si sia distinta rispetto ai valori settoriali più rosei di gestione economico-finanziaria.

A rafforzare l’approfondimento sul rating, all’interno del nostro report è presente un’analisi di bilancio attraverso indici con i quali è possibile comprendere per es.:
- in che modo i flussi di cassa siano generati;

- come i ricavi coprano i diversi costi operativi dell’azienda;
- se ci sia un significativo ammontare di debiti verso banche e un esiguo ammontare di crediti verso fornitori (o viceversa).

Il rating è uno strumento che, integrato alla lettura di un bilancio, può supportare nelle decisioni strategiche aziendali ma anche in quelle di un libero professionista o di un privato cittadino che intenda approfondire “lo stato di salute” di un’azienda.

Per ulteriori approfondimenti su lettura e interpretazione del rating, visitate il seguente link: https://www.ratingstore.it/guide/rating